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Frode finanziaria

Titolarità fittizia di titoli

International Finance Bank LTDRivisto a ottobre 2026Lettura di 7 minuti

Verifiche sugli strumenti finanziari fraudolenti

Nel mercato istituzionale, la titolarità effettiva di uno strumento finanziario è attestata esclusivamente dalle scritture contabili tenute presso un depositario centrale di titoli (Central Securities Depository, CSD) riconosciuto, quale Clearstream, Euroclear, DTC (parte di DTCC), SIX SIS o un CSD nazionale. Tali soggetti tengono il registro legale delle posizioni dei propri partecipanti, che sono banche, intermediari e depositari autorizzati: non persone fisiche.

Quando un investitore acquista titoli, le sue posizioni vengono registrate attraverso una catena su più livelli:

  • Il CSD registra i saldi a nome dei propri partecipanti diretti.
  • Il partitario del partecipante riflette la titolarità effettiva di ciascun cliente.
  • La prova della titolarità da parte dell'investitore risiede pertanto nelle registrazioni interne del custode, e non nelle "schermate" del depositario centrale di titoli (CSD).

Qualsiasi immagine che pretenda di mostrare una persona fisica o una società come titolare diretto di un conto CSD è fraudolenta. I sistemi CSD sono piattaforme istituzionali chiuse; non mostrano mai i nominativi dei titolari effettivi.

I truffatori spesso falsificano schermate o «pagine di portafoglio» che mostrerebbero presunte posizioni presso Euroclear o Clearstream, per indurre le vittime a monetizzare o negoziare strumenti fittizi. Tra i tipici segnali di allarme figurano:

  • Schermate che mostrano nominativi di persone fisiche o entità non bancarie come titolari di conti presso un CSD.
  • Dichiara di possedere un'intera emissione obbligazionaria che, in realtà, è detenuta da migliaia di investitori.
  • «Ricevute di custodia», «certificati di blocco dei fondi» o «stampe di schermate» emessi da soggetti non regolamentati.

La verifica è semplice:

Un titolare legittimo può produrre un estratto conto ufficiale o un messaggio SWIFT (MT535/MT536) emesso dal CSD o da un depositario regolamentato che confermi il proprio sottoconto.

Come viene registrata e verificata la titolarità degli strumenti finanziari

Nei mercati dei capitali internazionali, la titolarità di uno strumento finanziario (obbligazione, nota, azione o altro titolo) non è mai determinata da una schermata, da una presunta «visualizzazione a schermo» o da una stampa in PDF di un sistema di negoziazione. È determinata esclusivamente dalle registrazioni contabili in forma scritturale tenute nell'ambito dell'infrastruttura post-negoziazione, in primo luogo i depositari centrali di titoli (CSD) e la rete dei relativi partecipanti. Comprendere il funzionamento di tali registrazioni è essenziale per individuare la titolarità legittima, verificare il diritto spettante e smascherare le false dichiarazioni di possesso di strumenti.

1. L'architettura giuridica della registrazione dei titoli

Ogni strumento finanziario ammesso alla compensazione e al regolamento è immobilizzato o dematerializzato presso un CSD: ne sono esempi Clearstream Banking, Euroclear Bank, DTC (parte di DTCC), SIX SIS e i CSD nazionali come Euronext VPS Norway o Euroclear Finland. Tali enti tengono il registro principale delle posizioni detenute. Tale registro costituisce la registrazione definitiva di chi detiene legalmente la titolarità dello strumento.

Tuttavia, tale registro non indica di norma il titolare effettivo (UBO). I depositari centrali di titoli (CSD) registrano le posizioni a nome dei propri partecipanti: tipicamente grandi banche, intermediari o custodi. Questi ultimi, a loro volta, tengono sotto-registri che riflettono le posizioni dei rispettivi clienti finali. Ne risulta una catena di titolarità, ogni livello della quale è riconosciuto dalla legge e dai principi contabili come «struttura di detenzione intermediata».

In una struttura di questo tipo:

  • Il CSD riconosce il proprio partecipante come titolare.
  • Il partecipante riconosce il titolare effettivo nei propri libri interni.
  • Il titolare effettivo detiene pertanto un diritto legale, e non la titolarità diretta, sullo strumento.

2. Come nascono le frazioni e la contitolarità

Nella maggior parte delle emissioni di titoli, in particolare nei programmi di debito o azionari di grandi dimensioni, lo strumento è emesso in forma globale: un unico certificato globale o registrazione elettronica che rappresenta l'intera emissione. Tale certificato unico è depositato presso il CSD e suddiviso elettronicamente in unità fungibili.

Quando gli investitori acquistano porzioni di una tale emissione, i loro diritti sono registrati come frazioni di tale strumento globale nel sistema contabile del CSD e nella catena di custodia. Pertanto, migliaia di investitori possono detenere legalmente frazioni di un unico strumento. Nessun investitore «possiede l'intera obbligazione», a meno che non detenga tutte le unità dell'emissione tramite operazioni debitamente regolate e registrate presso il CSD.

Qualsiasi pretesa di detenere l'intera emissione deve pertanto poter essere dimostrata mediante:

  • le registrazioni del CSD che attestino una posizione aggregata pari all'intero volume dell'emissione, e
  • le corrispondenti conferme da parte di tutti gli intermediari della catena di custodia.

In assenza di tale documentazione, le dichiarazioni di piena titolarità sono fittizie.

3. Detenzione diretta e indiretta

I CSD operano secondo due modelli principali:

  • Sistemi di detenzione diretta – Il nome del beneficiario effettivo (UBO) compare direttamente nel registro del CSD come titolare legale. Ne sono esempi i mercati nordici (Finlandia, Svezia, Danimarca, Norvegia) e, in forma ibrida, la Svizzera.
  • Sistemi indiretti (omnibus) – Il registro del CSD riporta soltanto gli istituti partecipanti; gli investitori finali sono registrati nei libri interni dei rispettivi depositari. Si tratta del modello prevalente per Euroclear, Clearstream e DTCC.

Nel modello indiretto, un individuo o un'istituzione non può comparire come titolare sulle schermate dei CSD a meno che non sia esso stesso partecipante diretto: uno status riservato a soggetti regolamentati che soddisfano rigorosi requisiti patrimoniali, operativi e di compliance. Le persone fisiche non vi rientrano quasi mai.

4. Come stabilire se un investitore detiene direttamente presso il CSD

L'unico metodo conclusivo per verificare se un UBO detenga un conto diretto presso un CSD consiste in evidenze documentali e operative rilasciate dal CSD stesso. Non esistono banche dati pubbliche che rivelino i conti degli investitori finali, e qualsiasi «schermata» che asseritamente dimostri la titolarità è priva di significato in assenza di registri a supporto.

Una verifica legittima comporta:

  1. Documentazione del CSD
    Un effettivo titolare diretto di conto riceve dal CSD la documentazione di apertura del conto e gli estratti conto ufficiali: di norma su carta intestata del CSD o tramite messaggi SWIFT (MT535 o MT536). La denominazione legale del titolare del conto figura esattamente come registrata nel libro mastro interno del CSD.
  2. Comunicazione della catena di custodia Se l'investitore detiene i titoli tramite un custode, può richiedere a quest'ultimo una conferma scritta della catena di custodia; per le azioni di società dell'UE, anche la Direttiva sui diritti degli azionisti II (art. 3 bis) prevede una procedura di identificazione degli azionisti. (L'art. 38 del CSDR impone ai depositari centrali di titoli (CSD) e ai loro partecipanti di offrire conti omnibus e conti segregati individualmente.) La conferma dovrebbe indicare:
  • Il CSD presso cui lo strumento è depositato;
  • Il titolare del conto presso il CSD (di regola il depositario o il suo nominee);
  • Il rapporto tra l'investitore e tale custode.
    Se il nome dell'investitore non figura come titolare del conto presso il CSD, la titolarità è indiretta.

Indicatori operativi

I partecipanti diretti ai CSD sono identificati da BIC o da codici di partecipante univoci utilizzati nei messaggi di regolamento SWIFT. Se le istruzioni di regolamento per le operazioni dell'investitore utilizzano il BIC di un altro soggetto come parte consegnante o ricevente, l'investitore non è un partecipante diretto.

5. Come vengono fabbricate le false schermate

Gli operatori fraudolenti fabbricano spesso schermate che asseritamente mostrerebbero «pagine di titolarità» all'interno dei terminali Euroclear, Clearstream o Bloomberg. Tali schermate sono facilmente falsificabili, per tre ragioni:

  • I sistemi dei CSD non sono accessibili al pubblico. Sono piattaforme istituzionali chiuse, riservate ai partecipanti autorizzati. Un privato non può accedere a Euroclear o Clearstream.
  • Le schermate dei partecipanti mostrano esclusivamente le loro posizioni, non quelle di terzi. Una schermata di un partecipante non può visualizzare il conto di un altro cliente.
  • Nessuna schermata di un CSD elenca la «titolarità effettiva (UBO)». Essa riporta i saldi dei conti intestati a identificativi di partecipanti, senza indicare i titolari effettivi sottostanti.

Pertanto, qualsiasi schermata che riporti il nome di una persona fisica o di un altro UBO come «titolare» di uno strumento finanziario all'interno di un CSD o di un sistema di negoziazione è, per definizione, contraffatta o manipolata.

Si prega inoltre di tenere presente quanto segue:

  • Euroclear, Clearstream e gli altri depositari centrali di titoli sono infrastrutture di regolamento e custodia. Non sono registri dei beneficiari effettivi ultimi dei titoli.
  • I loro registri identificano soltanto i partecipanti diretti, ossia banche, custodi, intermediari o altri istituti finanziari autorizzati. Non identificano i singoli clienti né attestano la titolarità effettiva.
  • Di conseguenza, qualsiasi documento proveniente esclusivamente da Euroclear, Clearstream o da un altro depositario centrale di titoli non costituisce prova della titolarità dello strumento finanziario.
  • L'unica prova ammissibile della titolarità effettiva è la documentazione rilasciata dalla banca, dal broker, dal custode o da altro intermediario titoli autorizzato che gestisce il Suo conto titoli, poiché tali istituti sono i soli soggetti in grado di certificare la Sua titolarità effettiva.

Perché ciò è rilevante per la monetizzazione e la collateralizzazione

Quando le parti si rivolgono a istituti finanziari per monetizzare o costituire in garanzia strumenti (quali medium-term note, obbligazioni o lettere di credito stand-by), devono dimostrarne la titolarità. Ciò può essere accertato soltanto mediante un estratto conto del custode che tiene il loro conto titoli, verificabile lungo l'intera catena di custodia fino al CSD.

Istituti come IFB devono disattendere qualsiasi dichiarazione visiva non comprovata, poiché queste derivano spesso da schemi fraudolenti in cui una parte presenta:

  • schermate manipolate,
  • «ricevute di custodia» create autonomamente, oppure
  • fittizi «certificati di fondi bloccati».

In assenza di un riferimento rintracciabile a un conto presso un CSD e della conferma di un custode o di un CSD regolamentato, non sussiste alcuna titolarità e, pertanto, alcun attivo da monetizzare.

Sintesi

La vera titolarità di uno strumento finanziario non risiede nel possesso di un certificato o di un'immagine, bensì nell'iscrizione giuridica nel registro del depositario centrale di titoli. A meno che un investitore non possa dimostrare che il proprio nome è registrato presso il CSD, o nel sub-registro di un custode verificabilmente collegato al CSD, egli non detiene alcun titolo azionabile.

In IFB ci imbattiamo in numerose presentazioni fraudolente che pretendono di dimostrare il controllo di strumenti asseritamente detenuti presso Euroclear o Clearstream. Quasi invariabilmente tali affermazioni non reggono a un esame approfondito, poiché i dichiaranti non dispongono né di un conto presso un CSD né di una conferma della catena di custodia. Riconoscere la distinzione tra registrazione effettiva e apparenza artefatta è dunque essenziale per preservare l'integrità dei mercati finanziari e prevenire la monetizzazione di attività inesistenti.

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