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Informazioni sui rischi

Informazioni sui rischi

1. Informazioni

Comunicazione con i clienti:

La presente pagina riassume il modo in cui la disciplina MiFID II dell'UE distingue tra clienti al dettaglio e clienti professionali. IFB è stabilita al di fuori dell'UE e applica tali norme come standard di riferimento. Un intermediario deve garantire che le proprie comunicazioni con tutti i clienti siano corrette, trasparenti e non fuorvianti. Tuttavia, le modalità con cui un intermediario può comunicare con i clienti professionali (in merito a sé stesso, ai propri servizi e prodotti e alla propria remunerazione) possono differire da quelle con cui comunica con i clienti al dettaglio. Gli obblighi dell'intermediario relativi al livello di dettaglio, al mezzo e ai tempi di fornitura delle informazioni dipendono inoltre dalla qualifica del cliente, al dettaglio o professionale. Le informazioni fornite ai clienti al dettaglio sono soggette a requisiti più elevati rispetto a quelle fornite ai clienti professionali. Ciò riguarda, in particolare, l'equilibrio nella presentazione delle informazioni e la loro completezza per i clienti.

Schede informative sui prodotti:

Qualora IFB presti consulenza in materia di investimenti a clienti al dettaglio, fornisce informazioni sui prodotti (ad esempio i documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio preassemblati ai sensi del Regolamento PRIIPs). Tali documenti contengono una presentazione, in forma comprensibile, delle corrispondenti opportunità e dei rischi di uno strumento finanziario. La consegna dei relativi documenti ai clienti professionali non è necessaria; essi possono tuttavia essere messi a disposizione del cliente su richiesta.

Descrizione della natura e dei rischi degli investimenti preassemblati:

L'impresa che offre un servizio di investimento unitamente a un altro servizio o prodotto, ovvero come parte di un pacchetto o come condizione del medesimo accordo o pacchetto, a un cliente al dettaglio deve informare i clienti al dettaglio se i rischi derivanti dal contratto o dal pacchetto possono essere diversi dai rischi associati alle singole componenti considerate separatamente. Essa deve fornire ai clienti al dettaglio un'adeguata descrizione delle altre parti dell'accordo o del pacchetto e di come la loro interazione modifichi i rischi. I requisiti di cui sopra non si applicano nei confronti dei clienti professionali.

Informazioni su uno strumento finanziario per il quale è disponibile un prospetto:

Qualora un'impresa fornisca a clienti al dettaglio informazioni su uno strumento finanziario oggetto di un'offerta pubblica in corso, e sia stato pubblicato un prospetto in relazione a tale offerta, essa deve informare tali clienti al dettaglio del luogo in cui il prospetto è messo a disposizione del pubblico, e farlo con congruo anticipo rispetto alla prestazione di servizi di investimento o servizi accessori. I requisiti di cui sopra non si applicano nei confronti dei clienti professionali.

Informazioni sulle fluttuazioni valutarie:

Qualora un'impresa fornisca a un cliente al dettaglio informazioni che contengono un'indicazione dei risultati passati di uno strumento finanziario, di un indice finanziario o di un servizio di investimento, e l'indicazione si basi su cifre denominate in una valuta diversa da quella dello Stato membro in cui il cliente al dettaglio è residente, l'impresa deve indicare la valuta pertinente e fornire avvertenze rafforzate secondo cui i rendimenti possono aumentare o diminuire a causa delle fluttuazioni valutarie. Tale requisito non si applica ai clienti professionali.

2. Mercato di riferimento e intervento sui prodotti

Gli strumenti finanziari differiscono sensibilmente per contenuto di rischio. Gli emittenti di uno strumento finanziario devono pertanto definirne il mercato di riferimento. Nell'ambito del mercato di riferimento si distingue tra mercato di riferimento positivo e negativo. Un emittente può stabilire che un determinato gruppo target (ad esempio la clientela al dettaglio) non debba avere accesso a un prodotto con un mercato di riferimento negativo. Ciò dipende, di norma, dalla complessità del prodotto o dal rischio ad esso intrinseco.

Inoltre, l'autorità di regolamentazione ha la facoltà di limitare o vietare la vendita di taluni strumenti finanziari. Tali limitazioni e divieti si applicano di regola esclusivamente alla vendita di strumenti finanziari a clienti al dettaglio. Sia il mercato di riferimento negativo sia le restrizioni alla vendita imposte dall'autorità di regolamentazione servono a tutelare i clienti al dettaglio. Lo scopo è impedire che i clienti privati investano in strumenti finanziari non idonei a tale categoria di clientela a causa della loro complessità o del loro rischio (in particolare nel caso di richiami di margine). Tale tutela non si applica a un cliente classificato come professionale.

3. Strategia di esecuzione degli ordini

Sintesi della politica di esecuzione degli ordini:

L'impresa deve fornire al cliente al dettaglio una sintesi della propria strategia di esecuzione degli ordini (incentrata sul costo totale per il cliente). Tale sintesi deve contenere un collegamento ai dati più recenti sulla qualità di esecuzione relativi a ciascuna sede di esecuzione indicata nella strategia. Le imprese non sono tenute a fornire ai clienti professionali una sintesi conforme a tali specifici requisiti.

4. Best execution

Nell'esecuzione degli ordini, l'intermediario deve adottare misure sufficienti per ottenere il miglior risultato possibile per i propri clienti. L'applicazione e l'importanza relativa dei fattori di esecuzione pertinenti variano a seconda che il cliente sia al dettaglio o professionale, anche se IFB applica gli stessi fattori di esecuzione a entrambe le classificazioni di clientela.

Clientela al dettaglio:

Quando gli ordini sono eseguiti per conto di un cliente al dettaglio, il corrispettivo totale deve costituire il fattore determinante ai fini della migliore esecuzione. L'impresa deve selezionare il miglior risultato possibile in termini di corrispettivo totale, rappresentato dal prezzo dello strumento finanziario e dai costi connessi all'esecuzione, i quali devono comprendere tutte le spese sostenute dal cliente al dettaglio che siano direttamente connesse all'esecuzione dell'ordine, incluse le commissioni della sede di esecuzione, le commissioni di compensazione e regolamento e qualsiasi altra commissione corrisposta a terzi coinvolti nell'esecuzione dell'ordine. L'impresa dovrebbe considerare tutti i fattori che le consentano di ottenere il miglior risultato possibile in termini di corrispettivo totale, rappresentato dal prezzo dello strumento finanziario e dai costi connessi all'esecuzione. La rapidità, la probabilità di esecuzione e di regolamento, le dimensioni e la natura dell'ordine, l'impatto sul mercato e qualsiasi altro costo di transazione implicito possono avere la precedenza rispetto alle considerazioni immediate di prezzo e di costo soltanto nella misura in cui siano strumentali al conseguimento del miglior risultato possibile in termini di corrispettivo totale per il cliente al dettaglio.

Clienti professionali:

Quando gli ordini sono eseguiti per conto di un cliente professionale, nel determinare la best execution possono essere presi in considerazione numerosi fattori. La politica di esecuzione di un'impresa dovrebbe stabilire l'importanza relativa di ciascun fattore di esecuzione oppure definire un processo mediante il quale l'impresa valuterà tale importanza relativa. L'importanza relativa attribuita dall'impresa a tali fattori deve essere concepita in modo da ottenere il miglior risultato possibile nell'esecuzione degli ordini dei propri clienti professionali. Le caratteristiche del cliente (inclusa la sua categorizzazione come cliente al dettaglio o professionale) incidono sulla determinazione, da parte dell'impresa, dell'importanza relativa dei diversi fattori. Di regola, la normativa prevede che il prezzo rivesta un'importanza relativa rilevante ai fini del miglior risultato possibile per i clienti professionali. Tuttavia, in talune circostanze, per alcuni clienti professionali, ordini, strumenti finanziari o mercati, la politica può legittimamente stabilire che altri fattori di esecuzione siano più importanti del prezzo ai fini del miglior risultato possibile.

5. Custodia

Utilizzo dei beni in custodia:

Ai sensi della MiFID II, un'impresa può utilizzare gli strumenti finanziari dei clienti per operazioni di finanziamento tramite titoli solo con il previo consenso espresso del cliente, alle condizioni con questi concordate.

Qualora un'impresa concluda accordi per operazioni di finanziamento tramite titoli relativamente ad attività in custodia detenute per conto di un cliente, o utilizzi comunque tali attività per conto proprio o per conto di un altro cliente dell'impresa, la normativa prevede che:

– la società si assicura che il debitore fornisca al cliente idonee garanzie reali;

– il valore di realizzo corrente dell'attività in custodia e della relativa garanzia collaterale è monitorato quotidianamente; e

– la società fornisce idonee garanzie collaterali per colmare la differenza qualora il valore di realizzo corrente della garanzia collaterale risulti inferiore a quello dell'attività in custodia, salvo diverso accordo scritto con il cliente al dettaglio.

6. Accordi di garanzia con trasferimento del titolo

Le imprese non possono concludere accordi di garanzia con trasferimento del titolo di proprietà aventi ad oggetto attività appartenenti a clienti al dettaglio. Tale divieto non si applica alle attività appartenenti a un cliente professionale.

7. Rendicontazione degli ammortamenti

L'impresa che detiene un conto di un cliente al dettaglio comprendente posizioni in strumenti finanziari a leva o operazioni con passività potenziali deve informare il cliente al dettaglio quando il valore iniziale di ciascuno strumento si riduce del 10 per cento e, successivamente, per multipli del 10 per cento, al più tardi entro la fine del giorno lavorativo in cui la soglia è superata oppure, qualora la soglia sia superata in un giorno non lavorativo, entro la chiusura del giorno lavorativo successivo. Tali requisiti non si applicano ai conti dei clienti professionali.

8. Adeguatezza e appropriatezza

Adeguatezza:

Qualora un'impresa formuli una raccomandazione personalizzata o gestisca investimenti per conto di un cliente, è tenuta ad acquisire e a considerare le seguenti informazioni sul cliente:

– conoscenza ed esperienza del cliente in materia di investimenti

pertinenti allo specifico tipo di investimento o servizio;

– situazione finanziaria del cliente;

– obiettivi di investimento del cliente.

Tuttavia, quando formula una raccomandazione personalizzata o gestisce investimenti per un cliente professionale o per suo conto, l'intermediario ha diritto di presumere che, con riferimento ai prodotti, alle operazioni e ai servizi per i quali il cliente è classificato come professionale, quest'ultimo disponga del necessario livello di esperienza e conoscenza per comprendere i rischi connessi all'operazione o alla gestione del proprio portafoglio. Tale presunzione non può essere formulata per un cliente al dettaglio, e gli intermediari devono valutare separatamente tali informazioni.

Nel formulare una raccomandazione personalizzata a un cliente professionale per definizione (per se), un intermediario può altresì presumere che il cliente sia in grado, sotto il profilo finanziario, di sostenere i rischi di investimento connessi, coerentemente con i propri obiettivi di investimento. Tuttavia, poiché tale presunzione è limitata ai clienti professionali per definizione, l'intermediario non può avvalersene né per i clienti al dettaglio né per i clienti professionali su richiesta, e deve valutare tali informazioni separatamente.

Un'impresa formula raccomandazioni personalizzate a un cliente al dettaglio e deve fornirgli una relazione di adeguatezza. Tale relazione, tuttavia, non è necessaria per i clienti professionali.

Appropriatezza:

Nel valutare l'appropriatezza per i servizi senza consulenza (ossia quando non formuliamo raccomandazioni personalizzate né svolgiamo la gestione di portafogli), l'impresa può essere tenuta a verificare se il cliente possieda l'esperienza e le conoscenze necessarie per comprendere i rischi connessi al prodotto o al servizio offerto o richiesto.

Qualora tale obbligo di valutazione dell'appropriatezza trovi applicazione nei confronti di un cliente, l'impresa può presumere che un cliente professionale disponga dell'esperienza e delle conoscenze necessarie per comprendere i rischi connessi a quei particolari servizi o operazioni di investimento, o a quei tipi di commercializzazione o di prodotto, per i quali il cliente è classificato come cliente professionale. L'impresa non può formulare tale presunzione nei confronti di un cliente al dettaglio e deve accertare che il cliente al dettaglio possieda effettivamente il necessario livello di esperienza e conoscenza.

9. Obbligo di negoziazione delle azioni

In determinate circostanze sussiste l'obbligo di negoziare le azioni su sedi specifiche. Tale obbligo può essere disapplicato quando le negoziazioni di tali strumenti sono effettuate per clienti professionali in determinate circostanze, ma non per clienti al dettaglio.

10. Compensi

I depositi presso IFB non sono coperti da un sistema legale di garanzia dei depositi dell'UE o del SEE. I fondi ammissibili sono protetti fino a EUR 1.000.000 per conto mediante una polizza assicurativa, disciplinata dai termini della polizza stessa (cfr. la nostra Struttura operativa). È improbabile che i Suoi diritti ai sensi di tale accordo siano pregiudicati dalla Sua classificazione come cliente professionale. Si rinvia inoltre ai Termini e condizioni generali.