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Falsi miti bancari

Conti off-ledger nel sistema bancario internazionale

Conti off-ledger nell'attività bancaria internazionale

Introduzione e delimitazione concettuale

L'espressione «conto off-ledger», ossia un conto che non compare nel libro mastro generale principale di un ente creditizio, è scarsamente utilizzata nel linguaggio bancario ortodosso. Esistono tuttavia costrutti strettamente correlati, tipicamente classificati come voci fuori bilancio o ricondotti alle strutture del sistema bancario ombra. Inoltre, le moderne architetture basate su blockchain ricorrono a transazioni off-chain, nelle quali le posizioni riconducibili alle banche sono registrate al di fuori di un registro distribuito condiviso.

L'analisi che segue illustra le principali tipologie di tali strutture fuori registro – da un lato i tradizionali conti fuori bilancio o amministrativi, dall'altro gli assetti off-chain basati su DLT – ed esamina il loro trattamento in diverse giurisdizioni (Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Singapore, Lussemburgo e centri finanziari offshore selezionati), unitamente alle relative risposte regolamentari. Si opera una chiara distinzione tra (i) costruzioni giuridicamente riconosciute e regolamentate e (ii) pseudo-modelli illeciti o fraudolenti, inclusi i presunti conti «segreti» ad alto rendimento o i cosiddetti Private Placement Programme.

Tipologie di strutture off-ledger – Panoramica

Posizioni fuori bilancio / extracontabili nei bilanci delle banche convenzionali

Nell'informativa finanziaria, il termine «fuori bilancio» designa le attività e le passività che non figurano direttamente nello stato patrimoniale. Si tratta, di regola, di poste potenziali o di attività fiduciarie economicamente rilevanti per la banca ma che, in base al quadro contabile applicabile, non sono rilevate come posizioni di bilancio. Ne sono esempi le garanzie, gli impegni di credito, gli strumenti derivati e talune forme di fondi fiduciari.

In Lussemburgo, ad esempio, le attività della clientela detenute in trust sono, per legge, segregate dal patrimonio proprio della banca e non sono iscritte nel suo bilancio; esse costituiscono un patrimonio fiduciario distinto, protetto in caso di insolvenza. Analogamente, in Svizzera i depositi fiduciari (collocamenti all'estero effettuati a nome della banca, ma per conto e a rischio del cliente) sono registrati, dal 1974, tra le operazioni fuori bilancio.

Aspetto essenziale: tali posizioni fuori bilancio sono interamente documentate nelle registrazioni interne dell'istituto; semplicemente non figurano nel prospetto dello stato patrimoniale pubblicato e, ove richiesto, sono illustrate nelle note. Queste strutture sono spesso utilizzate per trasferire o isolare il rischio ovvero per conseguire specifici obiettivi fiscali o strutturali, ma non sono concepite per favorire l'opacità, intesa come esposizioni non dichiarate e non contabilizzate. I principi contabili (GAAP, IFRS) richiedono un'ampia informativa su tali elementi nelle note al bilancio, e le autorità di vigilanza impongono requisiti patrimoniali su molti di essi (ad esempio mediante fattori di conversione del credito per le esposizioni fuori bilancio ai sensi di Basel III).

Le moderne pratiche di shadow banking si fondano frequentemente su tali strutture fuori bilancio, ad esempio mediante il trasferimento di attività a veicoli societari di scopo (SPV). Dopo la crisi finanziaria del 2007–08, il quadro regolamentare è stato notevolmente inasprito per impedire alle banche di accumulare rischi «invisibili» in veicoli fuori bilancio e strutture analoghe.

Conti interni amministrativi o neutri sul piano dei saldi

Nell'operatività bancaria quotidiana, gli istituti mantengono inoltre una serie di conti interni di transito e di sospeso, che ospitano temporaneamente registrazioni senza alterare la rappresentazione del saldo netto di bilancio. Esempi tipici sono i conti omnibus, i conti di regolamento Nostro/Vostro e i conti interni di compensazione o di regolamento, che vengono azzerati a fine giornata operativa e sono pertanto neutrali sotto il profilo del saldo.

Questi conti hanno finalità puramente operative (ad esempio, la riconciliazione dei flussi di pagamento) e non sono visibili ai clienti esterni come conti di deposito tradizionali. Fanno tuttavia parte dell'architettura contabile interna e sono soggetti a piste di controllo, controlli interni e verifica da parte delle autorità di vigilanza.

In questo senso, off-ledger non significa «segreto» né privo di registrazione. Indica posizioni detenute al di fuori della rappresentazione del libro mastro generale principale, spesso compensate da scritture di contropartita, così da non avere alcun impatto netto sulle attività e sulle passività riportate. Poiché non rappresentano crediti finanziari autonomi, di norma non sono oggetto di segnalazione esterna, ma fungono da strumenti interni di gestione e riconciliazione.

Operazioni off-chain nei sistemi DLT

Nel contesto della blockchain e della tecnologia dei registri distribuiti (DLT), off-chain indica i processi eseguiti al di fuori del registro distribuito principale. Due parti possono, ad esempio, operare bilateralmente tramite canali di pagamento o side-chain e regolare successivamente sulla blockchain pubblica soltanto il saldo netto.

Le banche che sperimentano la DLT hanno sviluppato concetti analoghi. Alcuni consorzi bancari gestiscono reti autorizzate (permissioned) in cui le transazioni tra i membri sono registrate quasi in tempo reale, senza che ogni movimento sia iscritto in modo immutabile su una blockchain pubblica. Tali registrazioni off-chain devono poi essere riconciliate con il «golden record» on-chain e regolate, in ultima istanza, in moneta di banca centrale o di banca commerciale.

Le autorità di regolamentazione stanno attualmente chiarendo le modalità con cui gli obblighi di tenuta delle scritture contabili debbano essere assolti in tali configurazioni ibride. Negli Stati Uniti, ad esempio, le autorità di vigilanza stanno elaborando orientamenti su come le banche debbano riconciliare i deposit token basati su DLT e strutture analoghe con i propri bilanci tradizionali, al fine di garantire che le posizioni on-chain e off-chain corrispondano esattamente e senza lacune. Le soluzioni off-chain promettono guadagni in termini di efficienza e riservatezza, ma devono essere concepite in modo tale che i conti esterni al registro principale non generino zone d'ombra per la vigilanza, la gestione del rischio o l'informativa finanziaria.

Stati Uniti

Conti fuori bilancio e shadow banking

Negli Stati Uniti, le strutture fuori registro sono note principalmente come poste fuori bilancio. Le banche fanno ampio ricorso ad operatività fuori bilancio, quali linee di credito non utilizzate, lettere di credito, esposizioni cartolarizzate e impegni derivanti da leasing. Tali poste non figurano tra le normali attività o passività, ma sono oggetto di informativa nelle note al bilancio in conformità ai principi US GAAP/IFRS e sono comunicate alle autorità di vigilanza nelle segnalazioni regolamentari.

A seguito di scandali quali Enron (2001) e della crisi finanziaria del 2008, la SEC e le autorità di vigilanza bancaria (Federal Reserve, OCC) hanno inasprito le norme in materia di trasparenza e di consolidamento per tali veicoli. Gli SPV devono essere consolidati quando la banca mantiene rischi o benefici; in caso contrario, sono quantomeno soggetti a obblighi di informativa e, di frequente, a requisiti patrimoniali. L'attenzione delle autorità di vigilanza è rivolta in particolare a impedire che i grandi istituti ottengano un alleggerimento patrimoniale ingiustificato mediante un uso aggressivo di veicoli fuori bilancio. Le attività fuori bilancio non devono essere utilizzate per eludere i requisiti patrimoniali minimi; tutte le obbligazioni potenziali rilevanti (quali le linee di liquidità di sostegno ai conduit) confluiscono negli stress test e nei calcoli di adeguatezza patrimoniale.

Anche il denaro della clientela e i beni fiduciari sono oggetto di regolamentazione. Gli intermediari (broker), ad esempio, devono detenere i fondi dei clienti su conti segregati, non commisti ai fondi propri della società, in conformità a rigorose norme della SEC. La «contabilità ombra» deliberata – depositi o prestiti intenzionalmente non registrati – costituisce frode contabile. In una banca statunitense adeguatamente regolamentata non esistono «conti segreti» legittimi che non compaiano in qualche punto dei registri principali o ausiliari della banca.

Sistemi off-chain basati su blockchain

Le banche statunitensi stanno sperimentando con cautela soluzioni basate su DLT. J.P. Morgan, ad esempio, ha introdotto JPM Coin, un token digitale denominato in dollari destinato alla clientela wholesale su un registro privato basato su Quorum. Un approccio più ampio riguarda i depositi tokenizzati: depositi bancari tradizionali rappresentati come token su una blockchain. In tali schemi, i token circolano sulla DLT (on-chain), mentre la banca mantiene contestualmente un conto speculare off-chain nei propri sistemi contabili convenzionali.

Le autorità di regolamentazione statunitensi stanno dibattendo attivamente su come debbano applicarsi in questo contesto l'assicurazione dei depositi, l'integrità dello stato patrimoniale e le norme KYC/AML. La Conference of State Bank Supervisors ha sollecitato la Federal Reserve e l'OCC a emanare politiche chiare in materia di trattamento contabile dei depositi tokenizzati, incluse la riconciliazione tra registri on-chain e off-chain e solidi registri di back-up. In linea di principio, tali sperimentazioni sono consentite – ad esempio, il Presidente della FDIC ha dichiarato che la tokenizzazione dei depositi non è di per sé vietata – ma sono soggette ad autorizzazione preventiva dell'autorità di regolamentazione e a stretta vigilanza. Gli orientamenti emanati nel 2022/23 impongono alle banche di affrontare con cautela le esposizioni connesse alle cripto-attività e di non adottare modelli di business che possano compromettere la stabilità del sistema bancario. Le soluzioni DLT off-chain nel sistema bancario statunitense si trovano pertanto ancora in una fase pilota, condotta sotto un rigoroso controllo di vigilanza.

Valutazione regolamentare e distinzione dalla frode

Le autorità statunitensi riconoscono le strutture fuori bilancio legittime, ma esigono trasparenza e un'adeguata copertura patrimoniale. «Fuori registro» non deve essere equiparato a «non ufficiale»; tutte le posizioni rilevanti devono essere debitamente registrate e segnalate.

Parallelamente, la SEC, la CFTC e l'FBI mettono in guardia da decenni contro schemi che promuovono presunti conti bancari «segreti» o programmi di investimento ad alto rendimento. Fin dagli anni Novanta, le cosiddette truffe «Prime Bank» hanno ripetutamente promesso l'accesso a conti riservati fuori bilancio di grandi banche, asseritamente utilizzati per generare rendimenti straordinari mediante negoziazione con capitale proprio, spesso presentati come Private Placement Programme o oscure operazioni su piattaforme. La SEC ha chiarito in modo inequivocabile che tali promesse sono invariabilmente fraudolente: nessuna banca vigilata offre rendimenti mensili garantiti a due cifre o simili.

Un recente caso di frode da 100 milioni di dollari (2023) riguardava contratti che facevano riferimento a «fondi off-ledger» e a presunti trasferimenti «MT103 Black Screen», termini che non esistono nella messaggistica SWIFT né nel regolamento interbancario autentici. Gli esperti del settore bancario sottolineano che le operazioni bancarie reali sono sempre elaborate attraverso libri contabili e sistemi ufficiali, non attraverso misteriose schermate non osservabili. Le autorità di vigilanza applicano tolleranza zero nei confronti di registri paralleli occulti: qualora una banca mantenesse tali conti, ciò costituirebbe una grave violazione prudenziale, con severe sanzioni per falso in bilancio e violazioni delle norme AML.

In sintesi, nel contesto statunitense le strutture fuori registro esistono unicamente in forme lecite e regolamentate (esposizioni fuori bilancio contingenti, depositi basati su DLT sottoposti a vigilanza, ecc.). Le affermazioni relative a conti «segreti» che consentirebbero una creazione miracolosa di ricchezza sono costantemente considerate dalle autorità come manifestamente fraudolente.

Regno Unito

Strutture fuori bilancio convenzionali

Il quadro bancario britannico si fonda su principi sostanzialmente analoghi. L'attività fuori bilancio è diffusa e, prima del 2008, le grandi banche del Regno Unito collocavano ampi portafogli di crediti in Structured Investment Vehicles (SIV) e in altri veicoli di appoggio, al fine di mantenerli fuori dal proprio bilancio. Dopo la crisi, la Prudential Regulation Authority (PRA) ha introdotto norme più rigorose per fronteggiare i cosiddetti «step-in risks», ossia le situazioni in cui una banca sarebbe di fatto costretta a sostenere un veicolo solo formalmente distinto.

Le banche del Regno Unito devono pertanto analizzare costantemente le proprie esposizioni verso entità non consolidate e segnalarle all'autorità di vigilanza. La PRA ha sottolineato che le strutture fuori bilancio complesse possono conferire alle grandi istituzioni un vantaggio in termini di provvista e di capitale, che gli intermediari di minori dimensioni non sono in grado di replicare; la risposta regolamentare è stata quella di attenuare tali asimmetrie imponendo, ove opportuno, requisiti aggiuntivi di liquidità e di capitale.

I conti fuori bilancio classici, come i conti fiduciari della clientela, sono consentiti ma rigorosamente regolamentati. Le imprese di investimento devono detenere il denaro della clientela su conti fiduciari segregati presso banche (ai sensi delle Client Money Rules della FCA); tali saldi non compaiono nello stato patrimoniale dell'impresa di investimento. Per la banca stessa, tali conti sono rilevati come passività nei confronti dei beneficiari, a meno che la banca non agisca esclusivamente in qualità di fiduciario. Le operazioni strutturate (pronti contro termine, cartolarizzazioni e simili) sono contabilizzate secondo gli IFRS: qualora i rischi permangano in capo alla banca, le esposizioni devono essere consolidate; in caso contrario, richiedono un'informativa nelle note.

La Financial Conduct Authority (FCA) impone rigorosi standard di tenuta della contabilità. Le violazioni, come la registrazione errata dei fondi della clientela nel caso Towergate (2015), hanno comportato sanzioni considerevoli. I libri contabili sussidiari occulti sono semplicemente incompatibili con l'architettura regolamentare del Regno Unito.

Innovazione: DLT e assetti off-ledger nel Regno Unito

La Bank of England (BoE) promuove attivamente l'integrazione della DLT nel sistema finanziario. Nel 2023/24 la BoE ha autorizzato il primo sistema di pagamento all'ingrosso privato basato su DLT – Fnality – assistito da moneta di banca centrale. Fnality, un consorzio di banche primarie, utilizza token per pagamenti di importo elevato, interamente coperti 1:1 da saldi detenuti su un conto omnibus presso la BoE. Le operazioni tra i partecipanti sono registrate off-ledger su una blockchain privata, mentre l'offerta complessiva di token è bilanciata dai fondi presenti nel registro della BoE.

Fnality è stata riconosciuta ai sensi del Settlement Finality Act e la BoE sta esaminando interfacce tra la propria infrastruttura RTGS rinnovata e registri DLT esterni. Parallelamente, nel 2023 è stato avviato un Digital Securities Sandbox (DSS) per sperimentare infrastrutture per titoli basate su DLT, comprese l'emissione e la negoziazione di obbligazioni tokenizzate.

Queste iniziative dimostrano che i meccanismi di regolamento off-chain all'interno di un perimetro regolamentare definito non solo sono consentiti, ma sono attivamente incoraggiati, a condizione che siano soggetti a una solida vigilanza e ancorati a quadri normativi esistenti (moneta di banca centrale, certezza giuridica sul trasferimento della titolarità, tutela degli investitori). Il Regno Unito sta inoltre sviluppando il regime normativo per le stablecoin quali mezzi di pagamento e sta valutando la fattibilità di una sterlina digitale (CBDC), nella quale le banche commerciali svolgerebbero un ruolo centrale nella distribuzione, anziché far transitare il valore «nell'ombra».

Orientamento di vigilanza

Le autorità di vigilanza del Regno Unito adottano un approccio neutrale sotto il profilo tecnologico: indipendentemente dalla tecnologia impiegata, l'attività sottostante deve rispettare gli standard prudenziali e di condotta vigenti, ovvero essere ricondotta a regole opportunamente adattate. Per le strutture off-ledger, ciò significa che, quando l'operatività viene migrata verso nuove piattaforme o affidata in outsourcing a infrastrutture innovative, i principi fondamentali di trasparenza, stabilità finanziaria e tutela delle attività della clientela restano pienamente applicabili.

La FCA e il Serious Fraud Office hanno ripetutamente messo in guardia contro le «Prime Bank Guarantees» e le truffe di tipo PPP, che pretendono di offrire agli investitori l'accesso a programmi di trading esclusivi di grandi banche. Tali schemi invocano spesso fantomatiche «schermate speciali» nei sistemi bancari, presumibilmente accessibili soltanto a pochi privilegiati, comunemente note come il mito delle «schermate magenta/nere». In realtà la FCA considera tali proposte una frode a tutti gli effetti: le piattaforme di negoziazione autentiche sono soggette a vigilanza e non esistono schermate riservate di back office su cui si generino miliardi privi di rischio.

La BoE e la PRA sono chiare nel ritenere che qualsiasi attività finanziaria debba essere rilevata nei libri della banca stessa o, ove pertinente, nel bilancio della banca centrale per avere rilevanza giuridica e prudenziale. Il quadro normativo britannico esclude pertanto implicitamente che le banche regolamentate possano lecitamente tenere conti di moneta occulti (shadow money accounts) fuori dalle registrazioni. Ogni esposizione deve essere iscritta in bilancio oppure rientrare nel regime ordinario di informativa sulle posizioni fuori bilancio.

In quanto polo finanziario globale, Londra è particolarmente vigile. Le autorità si adoperano per prevenire l'uso improprio di strutture offshore (ad esempio, per riciclare fondi tramite conti non registrati) e collaborano strettamente con organismi internazionali quali il FATF. In pratica, nel Regno Unito le strutture fuori registro esistono solo come eccezioni regolamentate (conti fiduciari, operazioni fuori bilancio, progetti pilota DLT sottoposti a vigilanza), mai come registri paralleli clandestini.

Svizzera

Conti fuori registro e contabilità amministrativa

La Svizzera vanta una lunga tradizione di prassi bancarie specializzate neutrali per il bilancio. Un esempio classico sono i già citati conti fiduciari: le banche svizzere accettano fondi dei clienti e li collocano, a proprio nome, presso banche terze all'estero. Il rischio economico resta in capo al cliente e, dal 1974, tali depositi fiduciari devono essere registrati come operazioni fuori bilancio. La banca percepisce soltanto una commissione e indica gli importi nella nota integrativa, anziché iscriverli tra le passività.

Storicamente, i conti numerati sono stati spesso descritti come «conti segreti». In realtà, si tratta di ordinari conti in bilancio (passività verso la clientela), in cui l'identità del titolare è mascherata internamente da un numero. Sono dunque conti in contabilità con anonimato, non conti fuori contabilità; peraltro, in ragione dei moderni requisiti AML/KYC, l'anonimato in senso tradizionale è in larga parte venuto meno.

Le banche svizzere mantengono inoltre numerosi conti amministrativi fuori bilancio per finalità operative, ad esempio conti di transito per assegni, conti Nostro omnibus e depositi di custodia di metalli preziosi. In particolare, fino al 1981 talune passività in metalli preziosi non erano iscritte in bilancio, ma tale prassi è stata successivamente rivista e le posizioni sono state trasferite nel libro principale. Nel 1995 i principi contabili svizzeri hanno introdotto espressamente la rappresentazione al lordo dei derivati, ricondotti così a un regime più trasparente rispetto al precedente trattamento fuori bilancio. Oggi la circolare FINMA in materia di contabilità bancaria (FINMA-RS 2020/1) richiede piena trasparenza sulle posizioni fuori bilancio.

Il regime svizzero del segreto bancario ha storicamente tutelato i dati dei clienti nei confronti dei terzi, ma non ha mai esonerato le banche dall'obbligo di tenere adeguate registrazioni interne. Il concetto di «conti segreti» che non risultano né a bilancio né nei registri interni è incompatibile con il diritto di vigilanza svizzero. Qualsiasi obbligazione nei confronti di un cliente deve figurare nelle scritture contabili della banca, anche se riservata nei confronti di soggetti esterni. La FINMA considererebbe un deposito non contabilizzato una grave violazione.

Sistemi DLT e accordi off-chain in Svizzera

La Svizzera è all'avanguardia nell'integrazione regolamentare della blockchain. Nel 2021 è entrata in vigore la sua legge sulla DLT, che riconosce i «Registerwertrechte» (titoli basati su registro) e introduce una categoria di licenza per le sedi di negoziazione DLT. SIX Digital Exchange (SDX), autorizzata dalla FINMA nel 2021 quale borsa e depositario centrale di titoli, gestisce un'infrastruttura regolamentata per l'emissione e la negoziazione di titoli digitali. SDX utilizza una DLT privata per il regolamento, restando pienamente ancorata all'infrastruttura esistente dei mercati finanziari.

I token registrati all'interno di tali infrastrutture vigilate sono trattati come parte delle operazioni regolamentate dei mercati finanziari.

Nel marzo 2025 BX Digital, società controllata di BX Swiss (Boerse Stuttgart Group), ha ottenuto la prima licenza FINMA come sede di negoziazione DLT. In questo assetto, le operazioni di negoziazione vengono eseguite off-chain su sistemi di negoziazione convenzionali, mentre il regolamento è di tipo ibrido: la componente titoli viene elaborata tramite smart contract su Ethereum, mentre la componente in contanti avviene attraverso il sistema SIC (il sistema svizzero dei pagamenti interbancari gestito dalla SNB). Un modulo di pagamento off-chain collega la blockchain e il conto giro presso la SNB, al fine di garantire la consegna contro pagamento. Durante il regolamento, i token rappresentativi dei titoli vengono trasferiti temporaneamente a uno smart contract (funzionalmente assimilabile a una detenzione fiduciaria) e rilasciati all'acquirente immediatamente dopo la conferma del pagamento.

Questa architettura illustra come i registri off-chain e on-chain possano essere combinati per migliorare l'efficienza senza rinunciare alla tutela offerta dalla moneta di banca centrale e dal quadro giuridico svizzero. La FINMA richiede regole chiare in materia di idoneità dei partecipanti, responsabilità e trasparenza operativa. Gli elementi off-ledger (in questo contesto, i flussi di negoziazione off-chain) sono ammessi solo come componenti di un sistema autorizzato e rigorosamente controllato.

Valutazione regolamentare

Le autorità di vigilanza svizzere sono favorevoli all'innovazione, ma intransigenti nel distinguere le strutture finanziarie lecite dalle truffe. I costrutti fuori bilancio riconosciuti – conti fiduciari, sistemi di negoziazione DLT e simili – poggiano su basi giuridiche e licenze esplicite. Al contempo, la FINMA mantiene una lista pubblica di avvertimento sugli enti che offrono servizi finanziari senza autorizzazione, spesso promettendo rendimenti inverosimili. Tra questi figurano schemi internazionali che spaziano dai «High Yield Investment Programs» a presunte monetizzazioni di obbligazioni storiche, fino a organizzazioni fittizie come «OITC/UNOITC».

Un elemento ricorrente nel racconto di tali frodi è l'affermazione che nel sistema bancario svizzero esisterebbero conti occulti o «black screen», sui quali enormi somme attenderebbero presunti clienti privilegiati. Le autorità hanno chiarito in modo inequivocabile che le banche svizzere non dispongono di simili infrastrutture. I fondi sono o depositi della clientela iscritti a bilancio o attivi collocati in veicoli fiduciari debitamente documentati. Qualsiasi scostamento da tale quadro è il segno distintivo di promotori fraudolenti, non di istituzioni regolamentate.

I truffatori pubblicizzano spesso presunti «accessi black screen», asseritamente riservati a banchieri di alto livello per eseguire operazioni extracontabili. In realtà si tratta di interfacce fittizie, concepite per conferire un'aura di esclusività e legittimità a schemi fraudolenti. La FINMA e il settore bancario svizzero sottolineano che nessun istituto di buona reputazione mantiene «conti segreti» sconosciuti. In Svizzera i conti extracontabili sono pertanto o giuridicamente definiti e segnalati, oppure non esistono. Il diritto svizzero vieta espressamente la costituzione di contabilità parallele utilizzate per occultare attivi; le violazioni sarebbero perseguite come falso e come violazione degli obblighi di vigilanza.

Singapore

Conti fuori bilancio e interni

In quanto importante centro finanziario, Singapore aderisce ai principi contabili internazionali (IFRS) e alle regole di Basilea sui rischi fuori bilancio. La Monetary Authority of Singapore (MAS) richiede alle banche di fornire, nelle segnalazioni regolamentari, un dettaglio analitico delle esposizioni fuori bilancio (ad esempio la MAS Notice 610, che rileva gli importi equivalenti di credito per impegni, derivati e strumenti analoghi).

Le banche di Singapore adottano strutture fiduciarie e di custodia analoghe a quelle del Regno Unito e della Svizzera, ad esempio conti di custodia per le attività dei clienti che non si qualificano come depositi bancari e che, pertanto, non figurano nel bilancio del custode. Nel Private Banking sono ampiamente utilizzate strutture di trust, nelle quali le attività dei clienti sono detenute giuridicamente in trust distinti (spesso domiciliati alle Cayman, a Jersey o in giurisdizioni comparabili) e, di conseguenza, non compaiono nello stato patrimoniale della banca.

La MAS ammette tali strutture nell'ambito del quadro normativo vigente, ma pone un'attenzione particolare ai presidi antiriciclaggio relativi a tali trust offshore. Esistono inoltre conti interni a saldo neutro, utilizzati per la compensazione degli assegni e per la rilevante attività di banca corrispondente di Singapore (Conti Nostro in più valute).

La MAS è nota per il rigore con cui fa rispettare la normativa. Nei casi in cui il personale abbia posto in essere illecite strutture «ombra», le sanzioni sono state severe. Nel contesto dello scandalo 1MDB, ad esempio, Singapore ha sanzionato diversi banchieri e istituti per aver agevolato operazioni fittizie, sebbene su conti formalmente esistenti e non su posizioni realmente fuori bilancio e non contabilizzate.

Iniziative blockchain off-chain

MAS è considerata un'istituzione pioniera nella sperimentazione della blockchain nel settore bancario. Già nel 2016 ha avviato il Project Ubin, un'iniziativa di collaborazione con banche locali e internazionali per sperimentare il regolamento interbancario basato su DLT. Le fasi successive hanno dimostrato con successo la fattibilità dei pagamenti transfrontalieri tramite moneta di banca centrale tokenizzata.

Nel 2021 questo lavoro è culminato nella creazione di Partior, una joint venture tra DBS Bank, Temasek e J.P. Morgan. Partior gestisce una piattaforma di pagamenti basata su DLT sulla quale più valute (inizialmente SGD e USD) possono essere scambiate tra banche partecipanti quasi in tempo reale. Le banche partecipanti collocano fondi presso Partior (in ultima istanza garantiti dalla MAS o da conti segregati), che sono poi rappresentati da token digitali circolanti fuori registro sulla rete Partior.

I funzionari della MAS hanno definito questo risultato una pietra miliare globale per le valute digitali, poiché fornisce un'infrastruttura affidabile per i pagamenti transfrontalieri in forma tokenizzata. Aspetto determinante, la MAS sovrintende e sostiene tale innovazione: ha emanato un Payment Services Act che disciplina i token di pagamento elettronici, comprese le stablecoin, e partecipa a sedi internazionali (ad esempio, insieme alla BoE, nelle iniziative globali sulla finanza digitale e presso il BIS Innovation Hub) per sviluppare standard di interoperabilità tra le piattaforme DLT e i sistemi convenzionali.

I conti off-chain, intesi come posizioni in token registrate su una DLT anziché nei registri tradizionali, stanno dunque emergendo a Singapore – ma solo entro un perimetro rigorosamente regolamentato. La MAS ha inoltre avviato il Project Guardian (2022) per testare i protocolli DeFi in ambienti controllati, nei quali le verifiche off-chain (ad esempio dell'identità) sono combinate con la negoziazione e il regolamento on-chain.

Posizione regolamentare

La MAS è ampiamente associata al principio «stessa attività, stesso rischio, stesse regole». Che una banca detenga passività su un conto tradizionale o sotto forma di token su una DLT è irrilevante ai fini delle aspettative di vigilanza fondamentali: i buffer di liquidità, l'adeguatezza patrimoniale e la gestione del rischio devono essere commisurati.

I conti extracontabili, intesi come fondi non registrati e non contabilizzati, non sono tollerati. Le banche di Singapore sono soggette a una stretta vigilanza, che si estende anche alle loro filiali all'estero. Negli ultimi anni la MAS ha perseguito diversi casi in cui truffatori di investimenti ad alto rendimento hanno tentato di utilizzare Singapore come paravento. La MAS collabora con le forze dell'ordine per smantellare gli schemi Ponzi (spesso commercializzati come HYIP – High Yield Investment Programs). Il messaggio è esplicito: le promesse di rendimenti del 10% mensile o simili nell'ambito di «programmi segreti garantiti» sono irrealistiche e illecite.

Qualora una banca di Singapore tollerasse al proprio interno simili attività occulte, la MAS interverrebbe con rapidità. Le indagini avviate nel 2020 sulle banche coinvolte nei flussi connessi a Wirecard, ad esempio, hanno comportato sanzioni e rigorose misure correttive, principalmente perché specifici conti e operazioni non erano stati segnalati in modo sufficiente, non perché fossero realmente fuori bilancio.

In sintesi, a Singapore le strutture off-ledger esistono quasi esclusivamente come innovazioni deliberate e integrate nel quadro regolamentare (come Partior) o come assetti fiduciari giuridicamente riconosciuti. I conti segreti illegittimi non godono di alcuna protezione; il quadro giuridico e di vigilanza di Singapore perseguirebbe con determinazione i soggetti responsabili.

Lussemburgo

Trust e veicoli fuori bilancio

Il Lussemburgo è un centro finanziario noto per la flessibilità delle proprie possibilità di strutturazione, in particolare nei fondi e nella cartolarizzazione. Le strutture fuori bilancio costituiscono una componente integrante degli strumenti legittimi a disposizione. La fiducie lussemburghese (accordo di tipo fiduciario assimilabile al trust) consente di trasferire attività a un fiduciario (spesso una banca), che le detiene separatamente dal proprio patrimonio. Per legge, le attività fiduciarie non sono iscritte nello stato patrimoniale del fiduciario, ma sono amministrate fuori bilancio. Ciò offre agli investitori un elevato grado di tutela, poiché i creditori della banca non possono aggredire i beni fiduciari.

Tali conti fiduciari (fiducie) sono ampiamente utilizzati nella finanza d'impresa (ad esempio per lo smobilizzo graduale di portafogli di prestiti) e nelle strutture patrimoniali private. Parallelamente, la Legge lussemburghese sulle cartolarizzazioni consente alle banche di costituire SPV che acquisiscono prestiti o altre attività e si rifinanziano mediante note emesse a favore di investitori. Tali SPV sono entità giuridiche distinte, spesso fuori bilancio per la banca originator, purché non siano soddisfatti i criteri di consolidamento.

Il Lussemburgo promuove attivamente tali strutture, ma richiede il rispetto delle norme dell'UE (consolidamento CRR, limiti alle grandi esposizioni, ecc.). In questo contesto, «off-ledger» significa principalmente al di fuori del bilancio della banca, ma non al di fuori del perimetro di vigilanza. La CSSF (Commission de Surveillance du Secteur Financier) esamina attentamente le strutture SPV per assicurare la trasparenza dei rischi sottostanti.

Nella contabilità corrente, le banche lussemburghesi tengono conti di memoria amministrativi, spesso denominati comptes d’ordre, per registrare le passività potenziali e altre voci fuori bilancio. In quanto Stato membro dell’UE, il Lussemburgo è vincolato agli IFRS, che richiedono un'ampia informativa sugli impegni fuori bilancio. Non esiste pertanto alcuno spazio legittimo per i «conti occulti»: ogni esposizione deve figurare nello stato patrimoniale o nelle note.

Adozione di blockchain e DLT

Il Lussemburgo si posiziona come favorevole alle criptovalute, ma nel rispetto della normativa. La CSSF ha concesso autorizzazioni a operatori del settore cripto già nel 2018 (ad esempio a Bitstamp come istituto di pagamento). Per le banche, la CSSF ha chiarito che la custodia e la negoziazione di cripto-attività sono consentite, nel rispetto della due diligence e della gestione del rischio ordinarie.

Diverse banche lussemburghesi partecipano a progetti pilota nell'ambito del Regime pilota DLT dell'UE (operativo dal 2023), che fornisce un quadro normativo per le infrastrutture di mercato basate su DLT. La Borsa del Lussemburgo ha ad esempio quotato obbligazioni digitali tokenizzate (ad esempio della BEI) accanto alle corrispondenti obbligazioni tradizionali, con regolamento tramite una catena Ethereum privata, mentre i pagamenti in denaro vengono elaborati attraverso una banca tradizionale (ad esempio Banque de Luxembourg).

In tali casi, la banca tiene presso di sé conti interni di token, fuori dalla blockchain, che rappresentano il diritto ai titoli digitali, mentre il trasferimento effettivo on-chain avviene solo alla scadenza o in determinati punti di regolamento. Questi modelli ibridi dimostrano che i conti off-ledger (intesi come registri interni di token) sono effettivamente utilizzati, ma per una durata limitata e subordinatamente alla riconciliazione finale con i libri contabili principali.

Il Lussemburgo ha approvato nel 2021 una legge sulla blockchain che, tra l'altro, consente di utilizzare i registri distribuiti come registri ufficiali dei titoli. Un registro può pertanto essere tenuto al di fuori del ledger (su una blockchain) e conservare pieno effetto giuridico, a condizione che il gestore sia autorizzato dalla CSSF.

La giurisdizione sostiene l'innovazione fintech (attraverso l'iniziativa LëtzFintech), ma conferma il principio secondo cui gli standard regolamentari non vengono attenuati. I processi off-ledger o off-chain sono oggetto di monitoraggio; le banche devono, ad esempio, segnalare alla banca centrale (BCL) le esposizioni in token crittografici.

Valutazione regolamentare

Il Lussemburgo traccia una netta distinzione tra strutture fuori bilancio lecite e pretese fraudolente. Data la sua associazione con la finanza offshore, il Paese ha talvolta attirato schemi fraudolenti. Negli anni 2010 le autorità hanno messo in guardia contro programmi di tipo Ponzi che asserivano di investire in «strumenti bancari lussemburghesi». In un caso noto (il cosiddetto caso Mandarin Bank), i promotori sostenevano che la banca centrale lussemburghese offrisse conti segreti a investitori privati. La BCL ha prontamente smentito tali affermazioni.

La realtà è semplice: alle banche lussemburghesi è vietato svolgere attività di raccolta di depositi o altre attività al di fuori dei propri libri ufficiali. Ogni accordo fiduciario e ogni conto della clientela è registrato, se non a bilancio, in conti fiduciari o fuori bilancio chiaramente identificati. In passato i conti non dichiarati, il cosiddetto «denaro nero», beneficiavano del segreto bancario, ma questo è stato drasticamente ridimensionato dallo scambio automatico di informazioni (CRS) e da regimi AML più rigorosi.

Oggi gli standard di compliance sono elevati; qualsiasi banca che tentasse di mantenere conti non dichiarati rischierebbe la revoca della licenza e procedimenti penali. Pertanto, i conti fuori bilancio in Lussemburgo esistono solo in forme legittime e regolamentate (trust, cartolarizzazioni, progetti pilota DLT, ecc.), non come registri paralleli occultati.

Centri finanziari offshore

Ricorso a strutture off-ledger

Una serie di centri offshore (Isole Cayman, Isole Vergini Britanniche, Jersey, Panama, ecc.) è stata storicamente utilizzata per svolgere attività bancaria e di mercato dei capitali al di fuori degli ambienti di bilancio più rigorosi delle giurisdizioni di origine. Prima del 2008, le banche globali gestivano di frequente SPV con sede alle Cayman per credit default swap, conduit di carta commerciale e altre strutture che non venivano consolidate nei bilanci di gruppo né statunitensi né europei. Tali costruzioni erano formalmente lecite, ma sfruttavano un arbitraggio regolamentare.

Dopo la crisi, il G20 e il Financial Stability Board hanno contrastato tali pratiche di shadow banking mediante regole di consolidamento più rigorose, limiti alle grandi esposizioni e obblighi di informativa fuori bilancio. Oggi le banche devono consolidare i veicoli offshore oppure riflettere la relativa esposizione nei propri rapporti sui rischi.

Le banche offshore operano esse stesse in base alle normative locali che, in molti casi, sono state allineate agli standard internazionali (regole patrimoniali di Basilea, AML/CFT, ecc.), anche per evitare l'inserimento in liste nere. Ciononostante, l'alone di segretezza che circonda i centri offshore continua a esercitare attrattiva sui truffatori. Circolano miti su «conti mondiali» nelle Filippine, fondi segreti delle banche centrali alle Cayman e fantasie analoghe. Indagini serie, anche del FMI, non hanno trovato alcuna evidenza di migliaia di miliardi depositati in tali conti mitici; le presunte «scoperte» riguardano di norma o un'errata interpretazione di riserve legittime o vere e proprie falsificazioni.

Le banche offshore possono offrire conti numerati e operare secondo norme di divulgazione meno rigorose, ma restano comunque tenute a registrare internamente tutti i conti e a comunicarli alle rispettive autorità di vigilanza (ad esempio, nei Territori britannici d'oltremare la supervisione del Regno Unito svolge un ruolo). La maggior parte delle banche offshore dipende in larga misura dalla fiducia della propria clientela internazionale e non può permettersi manipolazioni sistematiche del bilancio. Laddove tali comportamenti si sono verificati (ad esempio, l'utilizzo di filiali offshore da parte del Banco Ambrosiano negli anni Ottanta), si sono conclusi con uno scandalo e con il dissesto.

Attualmente i centri offshore si adoperano per allinearsi agli standard globali in materia di compliance, al fine di rimanere integrati nel sistema finanziario internazionale. Al contempo, continuano a rendere possibili strutture legittime (trust, fondazioni, società di investimento private) che consentono a persone con patrimoni elevati di detenere la ricchezza al di fuori del proprio bilancio personale, pur mantenendola nei libri delle banche o dei trustee che la amministrano. Esiste dunque un involucro giuridico attorno alle attività, non un conto del tutto invisibile.

DLT e offshore

Diverse giurisdizioni di minori dimensioni ambiscono a diventare centri favorevoli alle criptovalute, ad esempio le Bermuda, Malta o il Liechtenstein (quest'ultimo non offshore in senso classico, ma un microstato). Tali giurisdizioni hanno adottato normative che riconoscono le attività digitali e, in alcuni casi, consentono di effettuare operazioni esclusivamente su registri distribuiti. Il TVTG (Blockchain Act) del Liechtenstein, ad esempio, ha introdotto il concetto di conti Trusted Technology (TT).

Tuttavia, anche in tali ordinamenti, qualsiasi intermediario finanziario che gestisca questi conti TT deve essere in possesso di una licenza e deve registrare il contenuto di tali conti nei propri sistemi interni. Non esiste alcun vuoto regolamentare che consenta alle banche di eseguire operazioni interamente al di fuori di qualsiasi forma di registrazione contabile.

Valutazione e rischio di abuso

Le strutture offshore possono essere configurate in modo lecito, ma sono spesso associate a evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Organismi quali il FATF mirano a eliminare i conti anonimi off-ledger promuovendo registri dei titolari effettivi e norme di trasparenza. Molti trust offshore sono ora tenuti a rendere noti i propri titolari effettivi ultimi.

Per i conti extracontabili ne consegue che, se una banca in qualsiasi parte del mondo tentasse di mantenere conti segreti al di fuori del proprio libro mastro generale, tale condotta verrebbe con ogni probabilità scoperta oppure comporterebbe l'esclusione dell'istituto dal sistema internazionale dei pagamenti. Le frodi di maggiore risonanza degli ultimi decenni (Stanford International Bank ad Antigua, FBME a Cipro/Tanzania, ecc.) hanno effettivamente coinvolto banche offshore, ma i conti in questione risultavano comunque contabilizzati: la frode consisteva nella falsificazione degli estratti conto, nell'appropriazione indebita o nella falsa rappresentazione, non in saldi realmente non registrati.

Di conseguenza, non esistono conti fuori registro riconosciuti e conformi alla legge che rimangano del tutto invisibili. Ogni struttura credibile richiede almeno un'entità giuridica o un contratto in qualche punto della catena e, dunque, una qualche forma di registrazione.

Nonostante ciò, la mitologia online prospera. Sedicenti «guru della finanza» pubblicizzano l'accesso a operazioni PPP, a programmi segreti di banche centrali o a obbligazioni storiche che sarebbero state monetizzate mediante operazioni offshore off-ledger. Organizzazioni quali Interpol, SEC e FCA hanno più volte chiarito che tali offerte sono truffe. Una sintetica regola pratica formulata da un esperto di fintech coglie il punto: se un contratto fa riferimento a «fondi off-ledger» o a una «negoziazione priva di rischio su una piattaforma privata», si tratta di una frode. Le operazioni autentiche sono on-ledger, verificabili e soggette a compliance; nessuno trasferisce 100 milioni di USD sulla base di un PDF privato e di una telefonata. Ciò riflette efficacemente lo scetticismo di fondo delle autorità di vigilanza nei confronti dei presunti conti offshore segreti.

Esistenza e ammissibilità dei conti off-ledger

Manifestazioni legittime

Sì, strutture analoghe a conti al di fuori del libro mastro generale principale esistono nei sistemi bancari professionali in tutto il mondo, ma solo in forme rigorosamente circoscritte. In genere si tratta di:

  • Voci fuori bilancio (conti fiduciari, garanzie, SPV, cartolarizzazioni), oppure
  • Soluzioni tecnologiche off-chain (reti DLT private, canali di pagamento di secondo livello).

Tali costrutti sono riconosciuti o tollerati sul piano regolamentare, a condizione che rispettino i requisiti di trasparenza, di segnalazione e prudenziali. I conti fiduciari in Svizzera, in Lussemburgo e in giurisdizioni analoghe, ad esempio, sono espressamente sanciti per legge quali trust neutrali ai fini di bilancio. Analogamente, innovativi meccanismi di regolamento basati su DLT – sostenuti da banche centrali e autorità di vigilanza (BoE–Fnality nel Regno Unito, MAS–Partior a Singapore, SDX/BX in Svizzera) – sono oggetto di sperimentazione nell'ambito di quadri vigilati.

«Regolamentate», in questo contesto, significa che le strutture:

  • rientrano in regimi di autorizzazione e vigilanza,
  • comportano obblighi di segnalazione,
  • sono soggetti a norme in materia di capitale e liquidità, e
  • si fondano su chiari quadri contrattuali e di diritto reale.

Nessun importante centro finanziario consente alle banche di gestire conti paralleli genuinamente segreti, collocati interamente al di fuori sia del bilancio sia delle segnalazioni di vigilanza.

Posizione regolamentare

In tutte le giurisdizioni esaminate – Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Singapore, Lussemburgo e centri offshore affidabili – il mantenimento di conti della clientela non contabilizzati è implicitamente o esplicitamente vietato. Qualsiasi responsabile che dirotti fondi «aggirando il libro mastro generale» viola il diritto contabile fondamentale e gli standard di compliance. Spesso, clausole generali ampie (come il §25a KWG tedesco sulla corretta organizzazione dell'attività) sono sufficienti a vietare tale comportamento, senza che il termine «off-ledger» debba comparire nella norma.

Le autorità di vigilanza esigono che i bilanci delle banche riflettano tutte le posizioni rilevanti e si riservano ampi diritti di ispezione in loco e di audit forensi per individuare contabilità occulte. Nulla indica che una qualsivoglia giurisdizione abbia introdotto eccezioni ufficiali che consentano, ad esempio, di detenere «fondi sovrani segreti» fuori bilancio presso banche commerciali. Affermazioni di questo tenore provengono quasi invariabilmente da fonti dubbie. Al contrario, le autorità di regolamentazione cooperano a livello internazionale per contenere il sistema bancario ombra e applicare norme coerenti ai rischi analoghi nel settore delle criptovalute.

Distinzione rispetto alle dichiarazioni fraudolente

La linea di demarcazione tra innovazione finanziaria legittima e frode è la trasparenza nei confronti delle autorità. I conti fuori bilancio costruttivi sono noti alle autorità di vigilanza, sono indicati nei bilanci (almeno nelle note) e perseguono finalità coerenti (trasferimento del rischio, efficienza, tutela delle attività della clientela). Le strutture illegittime, per contro, si fondano sull'opacità:

  • narrazioni cospirazioniste su presunti «conti segreti mondiali»;
  • offerte che pretendono di concedere a investitori al dettaglio l'accesso a operazioni ad alto rendimento fuori registro (off-ledger);
  • presunte «schermate speciali» o «schermate nere» accessibili solo agli addetti ai lavori.

Nessuno di questi è stato avallato da alcuna autorità di vigilanza; anzi, esistono numerosi avvertimenti espliciti. Una massima particolarmente eloquente recita: «Se un contratto menziona fondi “off-ledger”, si sta cadendo in una truffa». Questa valutazione trova ampio riscontro nei provvedimenti sanzionatori delle autorità di vigilanza negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

Sintesi per Paese

  • Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i concetti di operatività fuori registro sono ammissibili soltanto nell'ambito di attività fuori bilancio consolidate, soggette a controlli rafforzati successivi alla crisi e a un'informativa completa sui rischi.
  • La Svizzera e il Lussemburgo offrono quadri giuridici per accordi fiduciari e altri trust fuori bilancio, ma mantengono una vigilanza completa, senza lasciare alcuno spazio a forme di mistificazione.
  • Singapore e il Regno Unito guidano le innovazioni DLT, tecnicamente basate su processi off-chain, ma sviluppate in stretto coordinamento con le autorità di regolamentazione.
  • I centri offshore ben regolamentati hanno appreso che un'opacità prolungata è incompatibile con la sostenibilità nel lungo periodo; essi cooperano in misura crescente nell'ambito degli standard globali. Le strutture offshore fuori bilancio legittime sono oggi prevalentemente strumenti di pianificazione fiscale e successoria soggetti a obblighi di segnalazione, non rifugi per fondi neri non dichiarati.

Osservazione conclusiva

In sintesi, le strutture fuori bilancio effettivamente esistenti nell'attività bancaria professionale sono regolamentate e lecite oppure, ove rappresentate diversamente, sono costruzioni fittizie di truffatori. Nessuna banca operante nelle giurisdizioni autorevoli sopra citate può spostare arbitrariamente fondi «fuori bilancio» senza violare la legge. Le autorità di vigilanza stanno sistematicamente chiudendo tali lacune; ovunque qualcuno sostenga il contrario, gli investitori devono considerarlo un campanello d'allarme immediato.

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