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Rafforzamento patrimoniale

Rafforzamento patrimoniale

Co-investimento in alternativa al leasing

IFB non concede in locazione strumenti finanziari. IFB partecipa invece, con capitale proprio, alla creazione di strumenti idonei al rafforzamento patrimoniale, quali garanzie bancarie (BG), lettere di credito stand-by (SBLC) o medium-term note (MTN) strutturate per uno specifico progetto o una specifica operazione, e partecipa in cambio al profitto che lo strumento contribuisce a generare. L'entità della partecipazione e la quota di profitto sono concordate per iscritto prima della creazione dello strumento.

La differenza è sostanziale. Uno strumento in locazione si fonda su una commissione e non attribuisce alcuna titolarità a chi lo acquisisce; uno strumento creato con il capitale di IFB si fonda su una copertura reale, e IFB trae un guadagno solo se il progetto o l'operazione sottostante ha successo. Gli interessi sono allineati e le controparti e i finanziatori si confrontano con uno strumento garantito anziché preso a prestito.

  1. Rafforzamento del merito di credito: uno strumento creato con la partecipazione di IFB rafforza il merito creditizio dell'impresa agli occhi di partner e creditori e consente di negoziare a condizioni migliori. Ogni strumento può essere verificato direttamente presso la banca emittente.
  2. Transazioni commerciali: nel commercio internazionale, tale strumento garantisce il pagamento o l'adempimento e rassicura i venditori circa la capacità finanziaria dell'acquirente e la serietà delle sue intenzioni di acquisto.
  3. Finanziamento di progetti: Le imprese che intraprendono progetti di grande portata possono utilizzare lo strumento per dimostrare la propria capacità finanziaria, attrarre investitori e sostenere l'approvazione di finanziamenti, con IFB che partecipa al successo del progetto.

Perché IFB non concede in locazione strumenti

I limiti fondamentali degli strumenti locati nelle attività finanziarie dirette, quali la garanzia di finanziamenti o la loro vendita diretta, derivano dalla loro intrinseca struttura giuridica e finanziaria.

Tali strumenti conferiscono agli enti soltanto un'apparenza di solidità finanziaria, non l'effettiva titolarità di attività. I diritti riconosciuti al locatario sono principalmente di natura usufruttuaria e consentono l'utilizzo senza trasferimento della proprietà. Tale caratteristica ne riduce sensibilmente l'attrattiva per gli istituti finanziari, che prediligono garanzie reali che offrano una titolarità incontestabile a tutela dagli inadempimenti.

In sostanza, gli strumenti in leasing, essendo detenuti in locazione e non in proprietà, impediscono al locatario di venderli o di utilizzarli come garanzia libera da vincoli. L'assenza di titolarità diretta ne impedisce l'accettazione come garanzia diretta da parte degli enti finanziari, a causa dell'incertezza dei percorsi giuridici in caso di inadempimento del locatario. Essi non attribuiscono quindi al locatario alcun diritto sulle attività sottostanti, limitandone sia la liquidità sia l'utilità nelle operazioni finanziarie dirette.

Rischi per il locatore

  1. Rischio di credito: L'emittente di uno strumento concesso in locazione sopporta il rischio che il locatario (taker) utilizzi lo strumento con effetto di leva in modo tale da compromettere la solidità finanziaria o il merito di credito dell'emittente, in particolare qualora il locatario non adempia gli obblighi previsti dai termini del contratto di locazione.
  2. Rischio reputazionale: qualora il locatario faccia un uso improprio dello strumento, l'emittente è esposto al potenziale danno reputazionale, che può incidere negativamente sulla sua posizione sul mercato finanziario e comportare una perdita di fiducia da parte di clienti e partner.
  3. Rischio regolamentare: gli emittenti devono conformarsi a un contesto regolamentare complesso. Sussiste il rischio di mancata conformità alla normativa finanziaria internazionale, con possibili sanzioni e penalità.

Rischi per l'utilizzatore

  1. Rischio di costo: L'onere finanziario del leasing di strumenti, comprensivo di commissioni e spese, può essere considerevole. Qualora i benefici finanziari od operativi attesi dal locatario dall'utilizzo dello strumento non si concretizzino, questi si espone a un significativo rischio di costo.
  2. Rischio operativo: il locatario fa affidamento sull'emittente per l'adempimento della propria parte dell'accordo, in particolare per quanto riguarda il rispetto dell'utilizzo previsto dello strumento. Qualsiasi inadempimento o ritardo può ostacolare l'operatività o le strategie finanziarie del locatario.
  3. Rischio di mercato: le variazioni dei mercati finanziari possono incidere sul valore o sull'utilità dello strumento in leasing, riducendone potenzialmente l'efficacia come strumento di rafforzamento del merito di credito o di garanzia del finanziamento.

Superiorità dei contratti di pronti contro termine (repo)

Al contrario, un contratto di riacquisto (repo) comporta l'effettiva vendita di titoli con l'impegno di riacquistarli a una data successiva, a un prezzo concordato. Tale operazione offre un quadro giuridico e operativo più chiaro, compreso il trasferimento della titolarità, sia pure in via temporanea, che consente di superare i limiti sopra menzionati associati agli strumenti concessi in locazione.

  1. Trasferimento della proprietà: il vantaggio decisivo dei pronti contro termine (repo) risiede nell'effettivo trasferimento della proprietà dei titoli oggetto dell'operazione. La vendita di titoli con l'impegno di riacquistarli comporta un chiaro trasferimento temporaneo di proprietà. Ciò non solo soddisfa l'esigenza del finanziatore di disporre di una garanzia tangibile, ma offre anche un livello di sicurezza che gli strumenti concessi in locazione non possono garantire. In caso di inadempimento della controparte, il finanziatore non è coinvolto in complesse controversie legali sui diritti relativi ad attività teoriche, ma detiene titoli reali e negoziabili.
  2. Accettazione regolamentare e di mercato: il quadro regolamentare consolidato e l'ampia accettazione da parte del mercato accrescono l'attrattività dei pronti contro termine. Essi sono percepiti dagli istituti finanziari come meno rischiosi, in quanto il rischio di controparte può essere attenuato dal possesso dei titoli sottostanti. Il mercato dei repo beneficia di un solido sostegno regolamentare e di un'infrastruttura di mercato affidabile, che ne fanno un pilastro del finanziamento a breve termine tra istituti finanziari. Tale infrastruttura sostiene un mercato liquido nel quale i titoli possono essere rapidamente riutilizzati in garanzia o venduti, offrendo ai finanziatori molteplici modalità di gestione e attenuazione del rischio.

Rischi per il venditore

  1. Rischio di controparte: in un'operazione di pronti contro termine, il venditore (cedente) trasferisce temporaneamente la titolarità dei titoli all'acquirente (cessionario). Qualora l'acquirente divenga inadempiente o insolvente, il venditore rischia di perdere i propri titoli o di incontrare difficoltà nel recuperarli.
  2. Rischio di mercato: il prezzo di riacquisto concordato può non riflettere il valore di mercato corrente dei titoli al momento del riacquisto, in particolare in mercati volatili. Ciò può determinare una perdita finanziaria per il venditore qualora il valore di mercato dei titoli diminuisca.
  3. Rischio di liquidità: l'obbligo di riacquistare i titoli a una data futura richiede che il venditore disponga di liquidità sufficiente. Qualsiasi vincolo di liquidità al momento del riacquisto costituisce un rischio.

Rischi per l'acquirente

  1. Rischio sulle garanzie: il valore dei titoli ricevuti a garanzia può diminuire nel corso della durata del pronti contro termine, lasciando potenzialmente l'acquirente non adeguatamente coperto in caso di inadempimento del venditore.
  2. Rischio di reinvestimento: l'acquirente del contratto repo, che detiene i titoli per la durata dell'accordo, può incontrare difficoltà nel reperire opportunità di reinvestimento idonee e redditizie per tali attività.
  3. Rischio operativo: la complessità della gestione e dell'amministrazione dei pronti contro termine, inclusa la garanzia della custodia e della restituzione dei titoli, comporta rischi operativi. Prassi inadeguate di gestione del rischio possono acuire tali rischi.

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